PIANO B

CE L’HAI IL PIANO B?

Se alla mattina andando in ufficio hai il mal di pancia o non ti vedi tutta la vita a fare lo stesso lavoro hai bisogno di un “piano B”

A luglio ho iniziato a lavorare con un cliente sul suo “piano B“. Giacomo è alla ricerca di un nuovo lavoro, a causa di una ristrutturazione aziendale, ma vuole sfruttare l’occasione del percorso di coaching per di verificare l’esistenza di un’altra strada possibile, che magari senta più appagante, alla sua già brillante carriera professionale ben tracciata da anni.
Sempre più sento persone che vorrebbero rimettersi in gioco o sono annoiate dal loro lavoro. Certo ci si può anche accontentare o “arredare il tunnel“, come scrivevo in un mio precedente post, ma valutare un cambiamento lavorativo è “gratis” poi si può decidere di non attuarlo e riporlo nel cassetto, insieme agli altri sogni.

In effetti, quando scegli il percorso di carriera, l’università o il lavoro che farai da grande, puoi essere poco consapevole di quali siano le tue attitudini e di cosa ti piace fare davvero, spesso facciamo scelte “razionali” senza fare un vero bilancio di competenze e di opportunità. Io, per esempio, non ero totalmente conscia che avrei potuto sfruttare altre mie attitudini oltre al fatto che mi piacessero “i numeri”.
Nel corso degli anni, poi, puoi anche scoprire che il lavoro che tanto desideravi fare in realtà ti annoia a morte o è molto diverso da come te lo eri immaginato. Sono cose che succedono anche nelle migliori famiglie!

O semplicemente sei cambiato tu! Dopo anni della “stessa minestra” è possibile che tu voglia vedere un’altra prospettiva o comunque dare una svecchiata alla tua vita professionale, cambiando azienda o magari solo mansione.
È il famoso problema dello svegliarsi la mattina e avere il pensiero di andare in ufficio con il mal di pancia.

Altre volte non è una scelta dover riconsiderare le scelte professionali fatte anni prima, magari anche contro la propria volontà, come nel caso di Giacomo: una ristrutturazione aziendale che ti riassegna in un nuovo compito, l’azienda che chiude, una fusione. Andiamo incontro ad un mercato del lavoro sempre più flessibile ed esigente, che richiede nuove figure e smette di cercarne altre.

Scongiurando eventi “nefasti”, tutto può succedere. Per questo è importante avere un piano B (ma anche C e D), per non farsi prendere alla sprovvista se le cose si modificano improvvisamente e sei costretto a fare delle scelte forzate. O solo per avere una possibilità in più rispetto a quello che hai ora, per non scegliere un lavoro basandoti sul “meno peggio”.

È l’occasione per chiederti cosa vuoi veramente dalla tua vita lavorativa, di ribaltare il concetto del “lavoro a vita” come lo vedeva la generazione dei nostri genitori, e la concezione del lavoro visto come dovere e non come scelta personale, magari piacevole.

Attenzione, non sto parlando di dimetterti in tronco per espatriare e aprire un chiringuito in Brasile o di vendere tutto e metterti in viaggio come travel blogger per il mondo (o forse è quello che farai), ma di aprire il tuo orizzonte di possibilità, scoprire o spolverare le tue competenze, tirare le somme da cosa hai imparato nel tuo lavoro finora, cosa hai rafforzato e in cosa ti sei scoperto bravo (o lo scoprirai!)

Ok, ma come lo faccio il piano B?

Ti propongo una serie di riflessioni e domande che ti aiuteranno ad iniziare ad allargare la tua visione del lavoro e a focalizzare altre possibili strade.
Prendi carta e penna e iniziamo!

Fai il bilancio delle tue competenze
Ma quali sono i tuoi talenti? Mi spiego meglio: quali sono quelle attività che tu fai, ti vengono bene e ti viene semplice fare, magari divertendoti? e lo faresti anche gratis proprio perché ti diverte!

È la concezione del lavoro come gioco, come introduce il libro “Mollo tutto: e faccio solo quello che mi pare” di John Williams che ha aiutato me a focalizzare quali fossero i miei talenti.
Una delle prime cose sul quale chiedeva di domandarsi era: “Qual è quella attività che ti piace fare e che ti sembra di fare giocando?”.
Io mi ero riconosciuta ad esempio la capacità di ascoltare e sostenere le persone, anche quella di far fare un ottimo shopping alle mie amiche, ma ho deciso di non utilizzarlo, per ora!

Scrivi quali sono i tuoi possibili talenti, anche quelli che ti sembrano cose banali! Tipo “organizzare weekend con itinerari fuori città per gli amici”.

Quali caratteristiche deve avere un lavoro per te?
A cosa non potresti proprio rinunciare? sono quelle caratteristiche che il lavoro dovrebbe avere per te, assolutamente.
Ad esempio:

  • imparare cose nuove continuamente,
  • una routine bene consolidata,
  • metterti in relazione alla gente,
  • viaggiare,
  • un buon equilibrio lavoro/tempo libero
  • stare in ufficio,
  • stare all’aria aperta,
  • ben pagato,
  • possibilità di crescere,
  • avere orari flessibili

Quali sono i tuoi valori?
Fai un elenco di “cosa è importante davvero per te” e intendo qualcosa che va ben oltre l’ambito lavorativo, sono i tuoi valori, qualcosa su cui non sei disposto a passare sopra. Come ad esempio la famiglia, la stabilità, lo status sociale, la serenità, giustizia sociale, ecc.

Descrivi la tua giornata ideale
Ora prova a descrivere la tua giornata lavorativa ideale.
A che ora ti svegli? A che ora inizi a lavorare? In che zona è la tua sede di lavoro? Ti muovi a piedi, in macchina, con i mezzi? Vai in un ufficio open space? Lavori in un coworking? Sei in giro per clienti? Com’è il tuo abbigliamento di lavoro? quali strumenti informatici usi? Hai molti appuntamenti? Lavori da solo o in team?
Non porti limiti, pensala proprio come la desideri in ogni dettaglio.

Ok, e ora?
Ora rileggi il tuo foglio in tutti i punti, e vedi quali sono i punti che si intersecano, vedi qualcosa?
Ovviamente questa è una piccola base per iniziare una “grande riflessione”, la fase preliminare di un eventuale percorso. Magari hai scoperto rispondendo alle domande che il lavoro che già fai è il lavoro che fa per te.

Condividi con me le tue riflessioni, lascia un commento o scrivimi! cmelis@coachingpower.it

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